Descrizione
I recenti lavori di restauro della Chiesa hanno messo in luce una preesistente struttura databile agli anni 1000 d.c.
Tale struttura era posta a cavallo delle mura meridionale dell'aula. Successivamente venne costruito un edificio più ampio che conglobava questa struttura ed aveva, a settentrione, una cappella esterna, della quale rimane visibile l'arco d'entrata con gli affreschi di San Fabiano e San Zaccaria. Probabilmente questa struttura subì altri interventi specialmente nel presbiterio, dove vennero rinvenute tracce di due absidi e quindi di due precedenti interventi.
Intorno al 1535, su impulso del chierico Biagio Aliprandini, futuro vescovo ausiliario di Bressanone, e del Regolano maggiore Bernardino Thun, della cui famiglia si possono ammirare gli stemmi all'interno della chiesa, vi fu un rilevante intervento, che ci portò all'attuale struttura in stile clesiano: l'intervento probabilmente vide il rifacimento delle mura meridionali, l'innalzamento della facciata principale delle mura settentrionali, la costruzione delle volte, l'innalzamento del campanile e la realizzazione del " Glesiot".
Gli affreschi sull'esterno della facciata principale ( ad esclusione della pietà) risalgono quindi alla chiesa precedente: il san Cristoforo, santa Agnese, il santo a cavallo. Cinquecenteschi sono invece gli affreschi del glesiot.
L'intervento comportò anche l'inserimento dell'attuale portale. Altri interventi si ebbero nel 1604 con l'inserimento del rosone, la realizzazione della finestra nel presbiterio. Nella metà del 1600 venne costruita la nuova sacrestia.
INTERNO
L'interno è ad unica navata. Si possono ammirare l'affresco della Madonna della misericordia ( datato 1549). Sotto, nella nicchia, un'altra Madonna tra i santi Fabiano e Rocco. Sulla penultima campata un' ultima cena ( sec. XVI). Sull'arco Santo l'arcangelo San Michele nell'atto di pesare un'anima, mentre un diavolo cerca di rubarla, simbolo della lotta tra il bene ed il male. Ancora sull'arco Santo un' Annunciazione. In cima all'arco Santo la data 1535 e cinque stemmi Casa d'Asburgo ( aquila bicipide nera ), insegne del principato vescovile ( aquila nera), stemma del Tirolo ( stemma con fascia centrale bianca), stemma cardinalizio del Bernardo Cles, stemma Thun (regolano Maggiore). Stemmi che indicano sia il potere spirituale, sia quello temporale.
L'accesso alla sacrestia sino al 1717 era dal campanile, poichè non era consentito al laico di accedere al presbiterio.
Sopra la porta piccola si può ammirare una Crocifissione attribuita a Carlo Pozzi. L'opera è dipinta su legno. La particolarità sta nel fatto che è stata dipinta sopra un'altra opera della stessa tipologia.
ALTARI
L'altare intarsiato: si trova vicino al battistero, pur essendo databile dopo il 1625 è stato realizzato con una tecnica che ebbe il suo culmine nella seconda metà del 500.
L'altare del Santo Rosario : ( a lato della porta piccola) consacrato nel 1617. L'altare per lo Scaria sarebbe opera dell'anonimo maestro degli scultori Lener e Ramus , mentre Raffaella Colbacchini lo inserisce all'interno della prima fase di attività di Simone Lener ( anni 1610 -1630). E' decorato con angeli tra rami dorati con foglie e fiori in lacca rossa. Ai lati le sculture a tutto tondo dei santi Martino e Antonio Abate, rispettivamente patroni delle chiese di Livo e di Preghena.
La pala dell'altare rappresenta in un primo registro San Domenico che predica alla folla che rappresenta tutti gli stati rigorosamente divisi tra uomini e donne. In un secondo registro la Madonna del Rosario. L'opera è stata in parte restaurata da Leonardo Campochiesa, il quale ha rifatto il san Domenico e la Madonna, mentre originali sono le folle. La pala è circondata da scene raffiguranti i misteri gaudiosi, dolorosi e gloriosi.
ALTARE MAGGIORE : è attribuito a Simone Weber alla dottega di Giandomenico Bezzi, mentre Raffaella Colbacchini lo attribuisce alla bottega dello scultore Giovanni Simone Ramus. Nel 1653 fu indorato da Giampietro Fogaroli. Nei libri dei nati troviamo al 09 marzo 1654 la nascita di Maria Antonia figlia di Jo. Petri Fogarolli.
La pala è opera firmata da Carlo Pozzi, dipinta nel 1669 e rappresenta in primo piano la Natività di Maria, a parte san Gioacchino e sullo sfondo santa Anna a letto e un'ancella che le porge un uovo. Secondo una tradizione locale il paggio in primo piano rappresenta san Giuseppe.
Il tabernacolo a tempietto, è di forma ottagonale con portela rivestita in lastra di rame dipinta ad olio, raffigurante una spendida pietà.
Altare dedicato a San Michele e detto anche di S. Orsola: l'altare è attribuito alla bottega di Johann Jakob Poder senior ( 1663 - 1727), artista di origine venostana, ma residente a Caldaro.
La pala, opera di Gabriele Kosler figlio del più famoso Stephan , è datata 1718, rappresenta la Madonna circondata sa santi ( san Carlo Borromeo, san Fabiano, san Rocco, Papa Gregorio Magno con la colomba) e nel registro inferiore i santi Nicolò, Bartolomeo, Tommaso Apostolo e Anselmo. Simone Weber vi leggeva nello sfondo della pala sant 'Orsola con uno stuolo di vergini. Da qui forse la dizione di altare di San Orsola.
Ambone : Porta incise varie date della prime metà del settecento che contrastano con nla scritta posta sulla scultura del san Michele posta a coronamento dell'opera ( Quis ut Deus "17922). Si ipotizza si tratti di una statua aggiunta di autore diverso da quello del pulpito. Il parapetto è composto da 5 lati, separati da figure allegoriche femminili. Le specchiature sono dipinte in lacca azzurre e all'interno di ciascuna sono collocate le figure degli evangelisti. Sul lato frontale è raffigurata la Madonna con Gesù e san Giovanni Battista bambini. Tutte le figure sono dipinte di bianco ad imitazione del marmo. tutti questi elementi ricordano che è il luogo dal quale è proclamata la parola del Signore e dal quale si proclama il Cristo risorto: è quindi simbolo del sepolcro, al quale per primo accorsero le donne, alle quali Cristo Risorto per primo si presenta e per prime annunciano il mistero della risurrezione.
Il coronamento a sei lati irregolari è impreziosito da fiori, rameggi, foglie d0acanto in rilievo dorato. Al centro della specchiatura è applicata una raggiera e al centro la colomba dello Spirito Santo. La cupola è suddivisa in cinque vele, agli angoli sono inserite le sculture dei Padri della Chiesa interposte da cherubini.
Fonte Battesimale :il fonte battesimale è il luogo della luce e della salvezza attraverso il battesimo. Risale al 1600, presenta una forma esagonale, che ricorda i sei giorni della creazione e il cerchio simbolo del cielo e dell'infinito e rimanda al concetto della risurrezione. Ha una copertura lignea sulla quale sono raffigurate scene del battesimo.